Caregiver 2022, avvisi in diversi Distretti siciliani: a Messina fondi accertati ma procedura ancora assente

Il decreto regionale non ha fissato un termine unico per la pubblicazione degli avvisi, lasciando ai Distretti tempi differenti. Una lacuna che indebolisce la certezza delle procedure e può penalizzare i caregiver

Sintesi

Il Comune di Messina ha accertato il 30 luglio i 108.447,99 euro attribuiti al Distretto socio-sanitario D26 per il sostegno ai caregiver familiari. Oggi 26 agosto, tuttavia, nelle sezioni istituzionali consultabili non risulta reperibile l’avviso collegato al decreto regionale del 16 luglio che consenta alle famiglie di presentare le domande. Sono trascorsi 41 giorni. Il Comune ha già registrato contabilmente i fondi nazionali già erogati ma non si trova ancora la procedura destinata ai beneficiari.

La quota assegnata al D26 è particolarmente rilevante: 108.447,99 euro, di cui 70.491,19 per i caregiver di persone con disabilità grave e 37.956,80 per quelli che assistono persone con disabilità gravissima. Tra tutti i 55 Distretti siciliani soltanto Palermo e Catania hanno ricevuto somme superiori. Messina gestisce la terza dotazione più consistente dell’intera Isola.

In Sicilia diversi Distretti hanno già pubblicato procedure riferite alla stessa annualità: risultano avvisi nei Distretti di Adrano e Gravina di Catania, Nicosia, Taormina, Petralia Sottana, Misilmeri, Noto, Trapani e Pantelleria. Nicosia aveva approvato il primo avviso il 28 luglio e successivamente ha riaperto i termini, mentre Taormina ha pubblicato l’avviso il 18 agosto, nel pieno del periodo estivo, fissando la scadenza al 31 agosto, termine che i sindacati hanno chiesto di prorogare al 30 settembre. In più territori siciliani le famiglie dispongono già di una procedura e di una data entro cui presentare l’istanza.

Nel messinese il quadro è ancora più netto: il 26 agosto, tra i Distretti D25-D32 soltanto il D32 Taormina risulta avere aperto le domande per il caregiver 2022 ma con un intervanno evidentemente breve e in piena estate, 18 agosto con scadenza 31. Per D25-D31 non è stato reperito un avviso destinato alle istanze, mentre nel D32 risultano specifiche pubblicazioni in 16 dei 24 Comuni. Nella provincia di Messina la procedura risulta oggi concretamente accessibile soltanto nel Distretto di Taormina.

Il decreto regionale non stabilisce un termine generale e perentorio entro il quale tutti i Distretti debbano pubblicare gli avvisi. Non può quindi essere sostenuta, sulla sola base dei 41 giorni trascorsi, una violazione automatica di una scadenza di legge. Il fattore tempo rimane però concreto per famiglie che devono conoscere la misura, procurarsi la documentazione e presentare la domanda.

Articolo

Messina: l’accertamento c’è, l’avviso non si trova

Caregiver (familiare che presta continuativamente attività di cura e assistenza) è la persona individuata dalla legislazione nazionale che si prende cura, alle condizioni previste dalla legge, di un familiare non autosufficiente o con disabilità. Il D.R.S. (Decreto del Responsabile del Servizio) n. 2561 ha disposto il 16 luglio l’impegno e la liquidazione delle risorse regionalmente ripartite per questa misura.

Messina, nella qualità di ente capofila del Distretto socio-sanitario D26 (Messina-Capofila), Villafranca Tirrena, Rometta, Saponara, Pagliara, Furci Siculo, Roccalumera, Mandanici, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì, Alì Terme, Itala e Scaletta Zanclea), ha già compiuto un passaggio amministrativo direttamente collegato al D.R.S. n. 2561 del 16 luglio 2026. Nell’Amministrazione trasparente è infatti presente l’atto di accertamento del Comune di Messina, datato 30 luglio 2026, avente per oggetto l’accertamento della somma di 108.447,99 euro destinata al Distretto n. 26 per i caregiver familiari.

Messina ha registrato contabilmente la propria quota, il 26 agosto, 41 giorni dopo il decreto regionale, nelle sezioni istituzionali pubblicamente consultabili non risulta reperibile il nuovo avviso rivolto ai caregiver del D26 per l’annualità 2022. Le ricerche sul portale continuano invece a restituire procedure relative alle precedenti annualità. Che cosa separa l’accertamento già effettuato il 30 luglio dall’apertura della procedura ai potenziali beneficiari ?

La terza quota più alta dell’Isola

Alla Sicilia sono stati assegnati complessivamente 2.035.212,87 euro, ripartiti fra 55 Distretti socio-sanitari in base alla popolazione del 2025. Il 65%, cioè 1.322.888,37 euro, è destinato ai caregiver di persone con disabilità grave, mentre il restante 35%, pari a 712.324,50 euro, riguarda i caregiver di persone con disabilità gravissima.

Al D26 di Messina, calcolato su una popolazione di 255.100 abitanti, il prospetto assegna 108.447,99 euro: 70.491,19 euro per la disabilità grave e 37.956,80 per quella gravissima. È la terza assegnazione più elevata fra tutti i 55 Distretti dell’Isola, superata soltanto dal D42 Palermo, con 306.710,97 euro, e dal D16 Catania, con 152.579,22 euro.

C’è un altro dato che consente di misurare il rilievo del D26 nel contesto provinciale. Sommando le quote degli 8 Distretti della Città metropolitana di Messina, dal D25 Lipari al D32 Taormina (Taormina-Capofila e comprende 24 comuni del messinese, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Cesarò, Forza d’Agrò, Francavilla di Sicilia, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Malvagna, Moio Alcantara, Mongiuffi Melia, Motta Camastra, Roccafiorita, Roccella Valdemone, San Teodoro, Santa Domenica di Vittoria, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo e Savoca), si arriva a circa 252.255,72 euro. Da solo il D26 assorbe quasi il 43% dell’intera dotazione destinata ai Distretti messinesi. Non si tratta, quindi, di una procedura marginale né di una delle assegnazioni minori del Fondo.

Dall’annualità 2022 al decreto del 2026

Il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare trova la propria base nella legge 27 dicembre 2017 n. 205, che ha istituito il Fondo e definito la figura del caregiver familiare. Il successivo D.P.C.M. del 17 ottobre 2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, cioè il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ha stabilito criteri e modalità di utilizzo delle risorse e ha attribuito alla Sicilia, per il 2022, 2.035.212,87 euro sui 24.849.974 euro complessivamente ripartiti a livello nazionale. Il provvedimento è stato registrato dalla Corte dei conti il 2 dicembre 2022 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2022.

La Regione Siciliana ha poi approvato con la deliberazione di Giunta n. 339 dell’8 agosto 2023 il programma attuativo relativo all’annualità 2022, confermando la ripartizione del 65% per i caregiver delle persone con disabilità grave e del 35% per quelli delle persone con disabilità gravissima.

Il percorso contabile regionale è arrivato alla fase decisiva soltanto nel 2026. Il D.R.S. n. 1985 del 5 giugno 2026 ha accertato i 2.035.212,87 euro sul capitolo regionale. Il 15 giugno è stata chiesta l’iscrizione della somma nel bilancio. Il 6 luglio il Dipartimento regionale Bilancio e Tesoro ha disposto la relativa variazione di bilancio. Infine, il 16 luglio 2026, il D.R.S. n. 2561 ha disposto l’impegno e la liquidazione dell’intera somma in favore dei Distretti socio-sanitari.

Occorre però distinguere il significato contabile delle parole. L’impegno e la liquidazione sono stati disposti, ma l’articolo 3 dello stesso decreto stabilisce che il pagamento avverrà attraverso la successiva emissione dei titoli di spesa sui conti di Tesoreria unica presso la Banca d’Italia. Non è detto che ogni Distretto abbia già materialmente ricevuto sul proprio conto le somme.

Nel comunicato ufficiale della Regione del 16 luglio, Nuccia Albano (assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro) ha sottolineato l’esigenza che le risorse fossero trasferite con tempestività e potessero raggiungere rapidamente i beneficiari.

La Sicilia a velocità diverse

Il confronto con gli altri territori conferma che l’attuazione non sta procedendo ovunque con gli stessi tempi. Tra le procedure riferite espressamente al D.R.S. n. 2561 e all’annualità 2022 risultano l’avviso del D12 di Adrano, nel catanese, pubblicato il 5 agosto, e quello del D19 di Gravina di Catania, dove la scadenza è stata fissata al 30 settembre. Nel palermitano risultano procedure per il D35 Petralia Sottana e per il D36 Misilmeri. Il D46 di Noto, nel siracusano, ha pubblicato la propria procedura con scadenza al 30 settembre. A Trapani il D50 ha approvato l’avviso con determina del 10 agosto e lo ha pubblicato l’11 agosto. Il portale comunale precisa espressamente che il contributo sarà stabilito sulla base delle risorse disponibili e del numero delle domande ammesse.

Anche Pantelleria risulta essersi attivata per il D51. Nel messinese, invece, è documentato l’avviso del D32 Taormina. Per il D26, come detto, è documentato l’accertamento del 30 luglio ma non è emerso, nella ricognizione effettuata, l’avviso destinato alla presentazione delle istanze.

Le fonti istituzionali pubblicamente indicizzate restituiscono questo quadro: Agrigento, per D1 Agrigento, D2 Bivona, D3 Canicattì, D4 Casteltermini, D5 Licata, D6 Ribera e D7 Sciacca non è stato rintracciato un avviso corrente riferito al D.R.S. 2561 (approvazione e riparto delle risorse del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, FNA-Stato, per l’annualità 2022); Caltanissetta, non è stato rintracciato l’avviso ai beneficiari per D8 Caltanissetta, D9 Gela, D10 Mussomeli e D11 San Cataldo, mentre a Gela è documentata almeno la variazione di bilancio collegata al Fondo; Catania, avvisi per D12 Adrano e D19 Gravina di Catania, mentre non ne sono emersi nella ricerca per D13 Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, San Cono, Grammichele, Mazzarrone, Vizzini, Licodia Eubea e Mineo e per il D14 Acireale, Santa Venerina, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi e Aci Castello e per il D15 Bronte, Randazzo, Maletto, Maniace e Castiglione di Sicilia (Santa Domenica Vittoria passata a Messina) e per il D16 Catania, Misterbianco e Motta Sant’Anastasia e per il D17 Giarre, Milo, Sant’Alfio, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Riposto e Mascali e per il D18 Paternò, Belpasso e Ragalna e per il D20 Palagonia, Militello in Val di Catania, Scordia, Ramacca, Castel di Iudica e Raddusa; Enna, procedura verificata per D23 Nicosia, non rintracciata per D21 che comprende i comuni di Agira (capofila), Regalbuto, Leonforte, Assoro e Nissoria, il distretto D22 che include i comuni di Enna (capofila), Villarosa, Calascibetta, Valguarnera Caropepe, Centuripe e Catenanuova, e il distretto D24 che raggruppa i comuni di Piazza Armerina (capofila), Aidone, Barrafranca e Pietraperzia; Messina, procedura verificata per D32 Taormina, accertamento contabile, ma nessun avviso ai beneficiari trovato per D26 Messina, nessun avviso emerso nella ricerca per D25 Lipari che include Leni, Malfa e Santa Marina Salina e il distretto D27 Milazzo che comprende Milazzo, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò, Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela, Spadafora, Valdina, Venetico, Roccavaldina, Torregrotta, Monforte San Giorgio, Condrò, San Pier Niceto e il distretto D31 Sant’Agata di Militello che raggruppa Sant’Agata di Militello, San Marco d’Alunzio, Militello Rosmarino, Alcara li Fusi, Acquedolci, San Fratello, Caronia, Capo d’Orlando, Capri Leone, Frazzanò, Mirto, Longi, Castell’Umberto, Naso, Salvatore di Fitalia, Tortorici, Torrenova, Galati Mamertino e Ucria; Palermo, procedure rintracciate per D35 Petralia Sottana e D36 Misilmeri, non emerse per D33 Cefalù che include Lascari, Gratteri, Campofelice di Roccella, Collesano, San Mauro Castelverde, Castelbuono, Isnello, Pollina) e D34 Carini che comprende Torretta, Capaci, Isola delle Femmine, Terrasini, Cinisi), D37 (Termini Imerese capofila, Trabia, Caccamo, Sciara, Cerda, Aliminusa, Montemaggiore Belsito, Caltavuturo, Sclafani Bagni) e D42 Palermo); Ragusa, nessuna procedura corrente rintracciata per D43 Vittoria che include Acate e Comiso e il distretto D44 Ragusa che ocmprende Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo e Santa Croce Camerina e il distretto D45 Modica che raggruppa i comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo; Siracusa, procedura verificata per D46 Noto, non rintracciata per D47 Siracusa che comprende Priolo Gargallo, Floridia, Solarino, Canicattini Bagni, Sortino e D49 Lentini che raggruppa Carlentini e Francofonte; Trapani, procedure verificate per D50 Trapani e D51 Pantelleria, non emerse nella ricerca per D52, Mazara del Vallo che include Salemi, Vita e Gibellina e per il distretto.

Quest’ultima ricognizione deve essere letta con una cautela essenziale: “non rintracciato” non significa automaticamente “mai pubblicato”. Albi pretori, portali esterni e sezioni documentali comunali non sono indicizzati in maniera uniforme dai motori di ricerca. Il dato certificabile è che, nelle fonti istituzionali accessibili e pubblicamente indicizzate consultate il 26 agosto, quelle procedure non sono state reperite. Nel caso di Gela (Comune costiero del Libero consorzio comunale di Caltanissetta), ad esempio, è già rintracciabile una variazione di bilancio espressamente riferita al Fondo caregiver annualità 2022 e al D.R.S. n. 2561.

Il controllo effettuato il 26 agosto sui portali istituzionali dei Comuni capofila della provincia messinese, conferma che, per D25 Lipari, D26 Messina, D27 Milazzo, D28 Barcellona Pozzo di Gotto, D29 Mistretta, D30 Patti e D31 Sant’Agata di Militello, non è stato reperito un avviso per la presentazione delle domande relativo al Fondo caregiver FNA annualità 2022. Nel D26, in particolare, il Comune di Messina ha già accertato dal 30 luglio i 108.447,99 euro assegnati al Distretto, ma non risulta ancora reperibile la procedura destinata ai beneficiari.

Diversa la situazione del D32 Taormina, dove l’avviso è stato pubblicato il 18 agosto. La verifica documentale consente finora di certificare una specifica pubblicazione riferita all’annualità 2022 in 16 dei 24 Comuni del Distretto: per Castelmola, Motta Camastra, Malvagna, Cesarò, San Teodoro, Giardini Naxos, Graniti e Savoca non è stata invece rintracciata, al momento del controllo, una distinta pubblicazione comunale che possa essere attribuita con certezza al D.R.S. n. 2561 del 16 luglio 2026.

Non risultano infine variazioni sulla scadenza fissata dal D32. Il 26 agosto il termine resta il 31 agosto 2026 e sul portale istituzionale di Taormina non è stato reperito un successivo provvedimento di proroga, nonostante SPI CGIL Sicilia e SPI CGIL Messina abbiano chiesto il 19 agosto di differirlo almeno al 30 settembre. La richiesta sindacale richiama proprio l’esigenza di garantire un tempo adeguato per informare le famiglie dei 24 Comuni interessati.

Nicosia è partita a luglio e ha già riaperto i termini

Nicosia (Comune del Libero consorzio comunale di Enna) rappresenta uno dei confronti amministrativamente più significativi. Il suo nuovo avviso è stato approvato con determina dirigenziale il 28 luglio 2026 e pubblicato il 30 luglio, rispettivamente 12 e 14 giorni dopo il decreto regionale. La documentazione pubblicata dal Comune richiama espressamente il D.R.S. n. 2561. La vicenda è già andata oltre la prima pubblicazione: il 25 agosto è comparso anche l’avviso di riapertura dei termini del D23, con nuova scadenza al 15 settembre 2026.

Il bonus non è uguale per tutti

Non esiste, sulla base degli atti esaminati, un assegno predeterminato e dello stesso importo per ciascun caregiver. L’avviso del D32 specifica che il contributo economico sarà erogato entro il limite dello stanziamento regionale e tenendo conto del numero delle istanze ammesse. La stessa impostazione è esplicitata dal D50 Trapani.

Questo rende ancora più importante l’avviso del singolo Distretto, in quanto è attraverso quel documento che il potenziale beneficiario conosce requisiti, documentazione, modalità di deposito, scadenza e istruttoria. L’accertamento contabile della somma, da solo, non mette una famiglia nelle condizioni di presentare la richiesta.

Nessuna scadenza nel decreto, resta il principio di chiarezza richiamato dalla Consulta

Nel decreto regionale non è stato individuato un termine unico e perentorio entro il quale ciascun Distretto debba pubblicare il proprio avviso

Nel decreto regionale non è stato individuato un termine unico e perentorio entro il quale ciascun Distretto debba pubblicare il proprio avviso. È già questo un punto debole della norma regionale: lasciare indefiniti i tempi consente procedure molto diverse da territorio a territorio e può tradursi, per i caregiver, in attese più lunghe e in minori possibilità concrete di accedere rapidamente al beneficio. Non esiste però una legge che imponga specificamente a questo decreto di fissare una determinata scadenza. Esistono, invece, principi generali molto chiari:l’articolo 97 della Costituzione impone il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, mentre la legge n. 241 del 1990 stabilisce che l’attività amministrativa deve rispettare criteri di efficacia, pubblicità e trasparenza e, nei procedimenti amministrativi, attribuisce particolare rilievo alla certezza dei tempi.

Con la sentenza n. 110 del 2023, la Corte costituzionale ha affermato che il legislatore deve formulare norme precise, chiare e intelligibili, perché la comprensibilità della disciplina tutela la razionalità dell’azione pubblica e i diritti dei cittadini. La decisione riguardava una legge regionale diversa e quindi non consente di dire che il decreto caregiver sia illegittimo perché non indica il termine, ma rafforza il principio generale secondo cui una disciplina destinata a incidere concretamente sui cittadini dovrebbe indicare con chiarezza obblighi, modalità e tempi di attuazione.

Anche i 41 giorni trascorsi dal 16 luglio al 26 agosto non consentono dunque, da soli, di sostenere che Messina abbia violato una specifica scadenza imposta dal decreto. Consentono però di porre una questione amministrativa documentata: il D26 ha accertato la propria quota già il 30 luglio, mentre altri Distretti hanno trasformato il medesimo provvedimento regionale in procedure accessibili ai cittadini e, alla stessa data, l’avviso messinese non risulta reperibile nelle sezioni istituzionali indicizzate consultate. È questo il punto: il Comune ha già registrato contabilmente le somme, ma le famiglie non possono ancora accedere alla procedura per presentare la domanda. Un passaggio che, a oggi, non si comprende.

Ps: Da informazioni risulterebbe che diversi Comuni devono ancora presentare i rendiconti relativi alle somme ricevute a partire dal 2021.