Cannabis terapeutica. In Sicilia un nuovo gruppo di lavoro punta ad ampliare rimborsi e accesso alle cure

La Regione ha avviato un percorso nazionale per rivedere gli impieghi medici. Non ha dato tempi e sicurezze. Le associazioni chiedono invece certezze, continuità delle terapie e procedure uniformi

Sintesi

Il percorso siciliano sulla cannabis a scopo terapeutico è iniziato formalmente nel 2018 con l’istituzione di un tavolo tecnico regionale. Nel 2020 sono state approvate le linee guida che hanno riconosciuto la gratuità delle preparazioni per alcune forme di dolore cronico, neuropatico e associato alla spasticità provocata dalla sclerosi multipla. La composizione dell’organismo è stata aggiornata nel 2022.

Negli anni successivi sono rimaste difficoltà nella prescrizione, nell’approvvigionamento, nella preparazione dei medicinali e nell’uniformità delle procedure tra le diverse province. Il 20 novembre 2025 questi problemi sono stati affrontati anche durante una riunione nazionale coordinata dal Ministero della Salute, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni sanitarie statali e regionali.

Nel marzo 2026 l’associazione PazientiCannabis, con il sostegno di Carlo Therapy, ha presentato alla Regione una richiesta per istituire un tavolo tecnico e affrontare l’accesso limitato alle terapie, la carenza di medici prescrittori, le differenze territoriali, la disponibilità dei medicinali e la mancata digitalizzazione dei piani terapeutici.

Il 16 aprile il Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica ha risposto che un tavolo sulla cannabis terapeutica era già operativo dal 2018 ed era stato rinnovato nel 2022. La Regione ha inoltre comunicato che a livello nazionale sarebbe stato avviato un aggiornamento degli impieghi medici previsti dal provvedimento del 2015, attraverso un gruppo di esperti clinici incaricato di valutare le nuove conoscenze scientifiche.

Nella stessa risposta è stata indicata la necessità di collegare i diversi sistemi informatici per ridurre gli adempimenti cartacei riguardanti piani terapeutici e schede di monitoraggio. L’amministrazione ha annunciato che avrebbe chiesto al Ministero aggiornamenti sullo stato dei lavori, senza però indicare scadenze per la convocazione delle associazioni o misure immediate sulle difficoltà già segnalate dai pazienti.

Parallelamente, il Comitato “Esistono i Diritti” ha promosso un’altra iniziativa per estendere le condizioni ammesse al rimborso. Dopo il confronto pubblico del 25 giugno e il primo incontro con l’assessorato del 30 giugno, il secondo vertice del 30 luglio ha portato all’intesa per costituire un gruppo di lavoro incaricato di esaminare i problemi di pazienti, medici e farmacie.

Alla data del 4 agosto 2026, tuttavia, l’elenco delle condizioni rimborsabili in Sicilia non è stato ancora ampliato. L’accordo ha aperto una fase tecnica e politica, ma per introdurre nuove terapie gratuite saranno necessari criteri clinici, risorse economiche, procedure uniformi e un successivo provvedimento regionale.

Articolo

La cannabis a uso medico consiste nell’impiego, su prescrizione e sotto il controllo di un sanitario, di preparazioni contenenti principi attivi ricavati dalla pianta. Non coincide con il consumo ricreativo e non rappresenta necessariamente una cura risolutiva della malattia. Viene utilizzata soprattutto per attenuare sintomi che non hanno risposto in maniera adeguata alle terapie ordinarie oppure quando queste hanno provocato conseguenze indesiderate non tollerabili.

Il principale riferimento nazionale è il DM (decreto ministeriale) del 9 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 novembre dello stesso anno. Il provvedimento ha disciplinato gli impieghi medici della cannabis e il sistema di prescrizione, preparazione, monitoraggio e controllo. Tra gli utilizzi indicati sono compresi il dolore cronico, la spasticità dolorosa collegata alla sclerosi multipla o alle lesioni del midollo spinale, la nausea e il vomito causati da chemioterapia o radioterapia, la perdita dell’appetito in determinate patologie, il glaucoma resistente alle cure convenzionali e la sindrome di Gilles de la Tourette. La scelta deve essere effettuata dal medico dopo avere valutato le condizioni individuali e il rapporto tra benefici e possibili effetti indesiderati.

La disciplina statale ha distinto la possibilità clinica di prescrivere dalla rimborsabilità. Le preparazioni magistrali, cioè i medicinali realizzati in farmacia per uno specifico paziente sulla base della ricetta, possono essere poste a carico del servizio pubblico soltanto nei casi e secondo le procedure stabilite dalle singole Regioni e Province autonome. Per questo motivo una condizione contemplata dalle indicazioni nazionali non determina automaticamente la gratuità della terapia in tutto il Paese.

In Sicilia il primo passaggio organizzativo è avvenuto con il decreto assessoriale n. 1460 del 9 agosto 2018, che ha istituito il tavolo tecnico “Cannabis ad uso terapeutico”. L’organismo è stato incaricato di definire il percorso per la prescrizione, l’erogazione e il rimborso dei preparati attraverso il SSR (Servizio sanitario regionale). La sua attività ha condotto al successivo provvedimento del 17 gennaio 2020.

Con il DA n. 18 del 2020, Ruggero Razza (allora assessore regionale alla Salute ed esponente di DiventeràBellissima) ha approvato il documento “Preparazioni magistrali a base di Cannabis ad uso terapeutico. Linee di indirizzo di utilizzo e rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale in Regione Sicilia”. La gratuità è stata riconosciuta per il dolore cronico moderato o grave resistente alle cure disponibili, per quello neuropatico refrattario e per il dolore associato alla spasticità causata dalla sclerosi multipla non controllabile con le terapie convenzionali.

Il percorso ha previsto che la prima prescrizione venga effettuata da un medico ospedaliero mediante un piano terapeutico generalmente valido per 6 mesi. La preparazione dovrebbe essere curata dalla farmacia ospedaliera collegata al centro prescrittore o da un’altra struttura pubblica. Qualora nessuna farmacia ospedaliera possa allestire il medicinale, è possibile ricorrere a convenzioni con esercizi aperti al pubblico.

Il tavolo regionale non è rimasto invariato. Il DA n. 362 del 4 maggio 2022 ne ha aggiornato la composizione, confermando che l’organismo già esisteva prima delle più recenti richieste avanzate dalle associazioni. Questo elemento è stato richiamato espressamente dalla Regione nella risposta inviata nel 2026.

Nel frattempo sono rimasti problemi riguardanti la presenza effettiva dei centri prescrittori, la disponibilità dei medici, l’allestimento dei preparati, la continuità dell’approvvigionamento e le differenze tra una provincia e l’altra. Le criticità sono state portate anche all’Assemblea regionale siciliana, dove nel 2025 è stato chiesto di verificare quali farmacie ospedaliere fossero realmente operative, quali convenzioni fossero state stipulate e se i pazienti muniti di piano terapeutico riuscissero a ottenere i medicinali senza interruzioni.

La Regione ha tentato di affrontare anche il problema della produzione. Nel 2021 il Parlamento dell’Isola aveva autorizzato progetti innovativi destinati alla fornitura di cannabis terapeutica, ma la Corte costituzionale, con la sentenza n. 190 del 2022, ha dichiarato illegittima la disposizione regionale. I Giudici hanno chiarito che l’autorizzazione alla coltivazione e alla produzione delle sostanze sottoposte a controllo appartiene alla competenza statale. L’amministrazione siciliana può partecipare a progetti e collaborazioni, ma non può sostituirsi al Ministero della Salute nel rilascio delle autorizzazioni.

Una nuova iniziativa è stata avviata nel marzo 2026 da PazientiCannabis (associazione di promozione sociale ed ente del Terzo settore, presieduta da Santa Sarta), con il sostegno di Carlo Therapy. L’istanza ha chiesto la costituzione di un tavolo tecnico regionale capace di riunire istituzioni, medici prescrittori, farmacie e rappresentanti dei pazienti. Tra le difficoltà indicate sono state comprese la limitata accessibilità alle cure, la scarsità di professionisti disponibili a prescrivere, la disomogeneità territoriale, le carenze nell’approvvigionamento e l’assenza di una gestione digitale dei piani terapeutici. La domanda, pubblicamente annunciata il 14 marzo, è stata formalmente acquisita dal Dipartimento il 25 marzo con protocollo n. 15757.

A sostegno della richiesta sono stati trasmessi una relazione tecnica sulla situazione siciliana, un documento clinico elaborato da medici prescrittori, la documentazione associativa, una lettera di adesione e il contributo presentato durante un convegno organizzato nel 2025 dall’Università di Messina. L’obiettivo dichiarato è stato quello di predisporre strumenti comuni e garantire una continuità terapeutica indipendente dalla provincia di residenza.

Il 16 aprile 2026 il Servizio Farmaceutica del Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica ha risposto con la nota prot. n. 19603. L’amministrazione ha ringraziato per la disponibilità a collaborare, ma ha precisato che il tavolo tecnico richiesto era già stato istituito nel 2018 e aggiornato nel 2022. Ha inoltre ricordato che proprio quell’organismo aveva predisposto il documento regionale del 2020 sulla prescrizione, sull’impiego e sulla rimborsabilità dei preparati.

La nota ha aggiunto un elemento nazionale rilevante. Le questioni sollevate erano state discusse il 20 novembre 2025 nel corso di una riunione coordinata dall’Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della Salute, alla presenza di rappresentanti dello stesso Dicastero, dell’ISS (Istituto superiore di sanità) e delle Regioni. Durante quell’incontro è stato comunicato l’avvio di un percorso per aggiornare gli impieghi medici contemplati dal decreto del 2015, tenendo conto delle conoscenze scientifiche maturate negli anni successivi. Per svolgere questa attività è stata annunciata la futura costituzione di un gruppo nazionale composto da esperti clinici.

Il gruppo preannunciato nella risposta non deve essere confuso con il tavolo ministeriale sui bisogni di salute dei pazienti che utilizzano farmaci a base di cannabis, costituito nel 2021 e successivamente integrato. La lettera regionale ha fatto riferimento a un ulteriore organismo di carattere clinico, destinato specificamente alla revisione degli impieghi previsti dal provvedimento del 2015.

Il documento ha affrontato anche la complessità amministrativa. Attualmente il percorso può richiedere la compilazione del piano terapeutico, l’invio delle schede di monitoraggio all’Istituto superiore di sanità e, quando previsto per medicinali registrati, la trasmissione di ulteriori informazioni all’AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Una parte di tali adempimenti viene ancora gestita in forma cartacea.

La soluzione indicata è stata l’interoperabilità, cioè la capacità di programmi e archivi informatici diversi di comunicare, scambiare dati e utilizzare le stesse informazioni. Secondo la Regione, la digitalizzazione potrebbe ridurre i passaggi burocratici, velocizzare il monitoraggio e limitare le disparità tra le diverse amministrazioni territoriali. Il Ministero dovrebbe inoltre individuare percorsi condivisi da applicare in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale.

La risposta ha concluso annunciando che il Dipartimento siciliano avrebbe chiesto al competente ufficio ministeriale notizie sullo stato delle procedure. Non sono state però indicate date per l’insediamento del gruppo clinico, per una nuova convocazione del tavolo regionale o per l’audizione delle associazioni. Non è stato assunto neppure un impegno immediato sulle segnalazioni concrete riguardanti l’accesso alle prescrizioni, la disponibilità dei medicinali e la continuità delle cure.

PazientiCannabis ha valutato positivamente il riconoscimento ufficiale delle difficoltà e l’annuncio di una revisione nazionale, ma ha osservato che le necessità quotidiane non possono restare sospese in attesa dei tempi amministrativi. L’associazione ha quindi confermato l’intenzione di continuare a segnalare i disservizi e a chiedere il coinvolgimento diretto dei pazienti, dei medici e delle organizzazioni che li rappresentano.

L’iniziativa si è affiancata, senza coincidere, con quella promossa dal Comitato “Esistono i Diritti”. Il 25 giugno si è svolto a Palermo il confronto pubblico “Pazienti non delinquenti. Cannabis terapeutica”, durante il quale medici e giuristi hanno richiamato la necessità di eliminare pregiudizi e ostacoli. Toti Amato (presidente dell’Ordine dei medici del capoluogo e componente degli organismi nazionali della categoria) ha sostenuto che la conoscenza scientifica e la tutela del diritto alla cura debbano prevalere sulla disinformazione.

Il 30 giugno una delegazione è stata ricevuta da Marcello Caruso (assessore regionale alla Salute, esponente di Forza Italia ed entrato in carica il 6 maggio 2026). È stato chiesto di ampliare le condizioni per le quali il sistema pubblico sostiene la spesa, evitando che il costo obblighi un paziente a rinunciare a una terapia prescritta. L’assessore ha manifestato disponibilità a proseguire il confronto e a ricercare soluzioni sostenibili.

Il secondo incontro del 30 luglio ha portato alla decisione condivisa di insediare un gruppo di lavoro tra Regione e Comitato. L’organismo dovrebbe analizzare gli ostacoli incontrati dai pazienti, le difficoltà dei medici prescrittori, l’attività delle farmacie e l’intero percorso di accesso. Gaetano D’Amico (presidente del Comitato promotore) ha definito l’intesa come l’ingresso in una fase operativa, chiedendo che le cure possano essere ottenute senza discriminazioni territoriali o economiche.

Per la composizione sono stati proposti Valentina Chinnici (deputata regionale e vicesegretaria siciliana del Partito Democratico), Stefano Pellegrino (deputato regionale di Forza Italia), Gianluca Inzerillo (consigliere comunale palermitano appartenente al gruppo di Forza Italia), Cesare Mattaliano (già consigliere comunale di Palermo), Eleonora Gazziano (esponente del Comitato), Monica Sapio (medico), Marco Traina (avvocato), Filippo Di Piazza (medico) e Gaspare Nuccio (giornalista). La proposta dovrà essere recepita e formalizzata dall’amministrazione regionale prima che il gruppo possa considerarsi pienamente costituito.

Le 2 iniziative associative hanno quindi seguito percorsi distinti ma convergenti. La prima ha chiesto di riattivare o rafforzare il confronto tecnico regionale e ha ottenuto una risposta formale sul tavolo già esistente, sull’informatizzazione e sul previsto aggiornamento nazionale. La seconda ha concentrato l’attenzione sull’ampliamento delle condizioni rimborsabili e ha raggiunto un’intesa politica per l’avvio di un nuovo gruppo operativo.