Sintesi
Un uomo di 45 anni, di origine ghanese e con precedenti, ha cercato di portare via un bambino di 5 anni in un supermercato di Caivano, nel napoletano, avvicinando la madre in evidente stato di alterazione alcolica e pronunciando la frase “Questo non è tuo figlio, dammelo”. La donna e un’amica hanno impedito il contatto fisico e si sono rifugiate verso le casse mentre una dipendente ha fatto da barriera. L’uomo si è dato alla fuga ma è stato rintracciato e arrestato dai Carabinieri grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza. Deve rispondere di tentato sequestro di persona ai sensi dell’articolo 605 del Codice penale.

Articolo
Un episodio di particolare allarme sociale si è verificato a Caivano, centro dell’area a nord di Napoli, dove un uomo di 45 anni, cittadino ghanese già noto alle forze dell’ordine, ha tentato di sottrarre un bambino di 5 anni all’interno di un esercizio commerciale della grande distribuzione. L’intervento tempestivo dei presenti e l’azione dell’Arma hanno impedito che la condotta producesse conseguenze più gravi.

Secondo la ricostruzione compiuta dai Arma dei Carabinieri, la madre del minore si trovava nel supermercato insieme a una conoscente e ai rispettivi figli di 5 e 8 anni. All’uscita, in prossimità delle porte automatiche scorrevoli, il 45enne, in compagnia di altre 2 persone e in evidente stato di ebbrezza alcolica, si è avvicinato alla donna pronunciando la frase “Questo non è tuo figlio, dammelo” e ha cercato di afferrare il bambino per sollevarlo. L’iniziale smarrimento della madre è stato superato grazie all’intervento dell’amica, che si è frapposta fisicamente, consentendo alla donna di arretrare verso l’area casse e di porsi a protezione del figlio.

L’uomo ha inseguito le due donne anche all’interno del punto vendita, reiterando il tentativo di prendere il minore. Una cassiera si è collocata tra l’aggressore e la famiglia, fungendo da schermo umano mentre la situazione degenerava tra grida e concitazione. A quel punto il 45enne si è allontanato rapidamente dal locale. La famiglia, raggiunta dal padre del bambino, è rientrata presso la propria abitazione in stato di forte turbamento.
Sul piano investigativo, i militari dell’Arma hanno acquisito e analizzato i filmati dell’impianto di videosorveglianza, strumento di controllo elettronico installato a tutela della sicurezza, riuscendo a ricostruire in ordine cronologico l’intera sequenza dei fatti. Poco dopo, il sospettato è stato individuato nei pressi del supermercato e condotto in arresto con l’accusa di tentato sequestro di persona ai sensi dell’articolo 605 del Codice penale, norma che punisce chi priva taluno della libertà personale e che, nella forma tentata, richiede atti idonei e diretti in modo non equivoco alla realizzazione dell’evento.
La vicenda si inserisce in un contesto normativo che attribuisce particolare rilievo alla tutela dei minori e alla salvaguardia della libertà individuale, bene giuridico primario garantito dalla Costituzione. In casi analoghi la giurisprudenza di legittimità ha ribadito che il tentativo sussiste anche quando l’azione non si perfeziona per cause indipendenti dalla volontà dell’agente, purché la condotta sia concretamente idonea a comprimere la libertà della vittima. L’arresto operato dai Carabinieri si fonda su tali presupposti e sarà ora sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria competente per la convalida e per le successive determinazioni cautelari.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









