Sintesi
Nel 2025 Euronext registra ricavi in aumento del 12,1% a 1.823,2 milioni e un Ebitda (Margine Operativo Lordo – MOL, misura la redditività operativa di un’azienda escludendo interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti) in crescita del 13,6%, proponendo dividendi per 321,5 milioni con pay-out al 50%. Il contributo di Borsa Italiana si conferma determinante con 730 milioni di ricavi pari al 40% del totale e un forte incremento rispetto al 2020, ultimo anno sotto London Stock Exchange Group. Aumentano scambi, capitalizzazione, volumi su Mts (Mercato Telematico dei titoli di Stato) e attività di clearing e custodia, con effetti positivi anche sul gettito fiscale italiano. Il ceo Stéphane Boujnah definisce i risultati un eccellente avvio del piano strategico “Innovate for Growth” e annuncia nuove iniziative operative nel 2026.

Articolo
Il 2025 segna per Euronext un consolidamento della crescita. I ricavi salgono del 12,1% fino a 1.823,2 milioni, mentre l’Ebitda (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization, in italiano noto come Margine Operativo Lordo – MOL, misura la redditività operativa di un’azienda escludendo interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti, rappresenta quindi la capacità di generare ricchezza tramite la gestione caratteristica, depurata da scelte finanziarie, fiscali e politiche di ammortamento) aumenta del 13,6%, confermando una dinamica espansiva che il gruppo definisce coerente con il piano strategico 2027 “Innovate for Growth” (“Innovare per crescere”). In vista dell’assemblea del 20 maggio ad Amsterdam sarà proposta la distribuzione di 321,5 milioni di dividendi con un pay-out del 50%. L’amministratore delegato Stéphane Boujnah ha parlato di “eccellente inizio” e ha anticipato nuove iniziative: l’avvio dei future (contratti derivati standardizzati negoziati in mercati regolamentati che obbligano le parti a scambiare un’attività sottostante, azioni, indici, materie prime, a un prezzo prefissato e in una data futura) sull’energia a marzo; a giugno la creazione di un mercato europeo dei repo, ossia pronti contro termine (contratti finanziari di breve termine in cui una banca vende titoli a un investitore, a pronti, e contemporaneamente si impegna a riacquistarli a una data futura prestabilita, a termine, a un prezzo superiore); a settembre il trasferimento a Euronext Securities Milan del regolamento del trading azionario cash di Amsterdam, Bruxelles e Parigi (un regolamento disciplinato in modo armonizzato dal gruppo Euronext attraverso un unico “Rule Book”, Regolamento del Mercato, che integra le normative locali di ciascuna giurisdizione).

Euronext è il principale gruppo di infrastrutture di mercato dei capitali in Europa, che gestisce borse regolamentate in sette Paesi e servizi post-trading integrati. Collega le economie europee ai mercati finanziari globali, facilitando la raccolta di capitale, il trading e l’innovazione sostenibile.

In questo scenario il peso di Borsa Italiana risulta determinante. Nel 2025 i ricavi della società milanese raggiungono 730 milioni, pari al 40% del totale del gruppo, con una crescita del 57% rispetto al 2020, ultimo esercizio sotto il controllo di London Stock Exchange Group prima dell’acquisizione perfezionata nel 2021. Sotto il perimetro di Borsa Italiana rientrano il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato Mts (Mercato Telematico dei titoli di Stato, la principale piattaforma elettronica europea per la negoziazione all’ingrosso di obbligazioni governative, inclusi BTP, BOT e titoli sovranazionali, segmento strategico) non presente in precedenza nel portafoglio Euronext e le infrastrutture di post-trading (sistemi e istituzioni essenziali che gestiscono la finalizzazione delle transazioni finanziarie dopo l’avvenuta negoziazione, trading, in borsa, garantentendo il trasferimento definitivo dei titoli e il pagamento, includendo controparti centrali – CCP, depositari centrali – CSD, e sistemi di regolamento) come l’ex Monte Titoli, oggi Euronext Securities Milan, e l’ex Cassa di compensazione e garanzia, ora Euronext Clearing, che opera a servizio delle diverse geografie del gruppo.
Dal 2020 al 2025 l’organico è cresciuto da 665 a 855 dipendenti. Gli scambi azionari medi giornalieri sono passati da 3,2 miliardi a 4,2 miliardi, mentre la capitalizzazione di mercato è salita da circa 600 miliardi a oltre 1.000 miliardi. Sul mercato Mts i volumi giornalieri sono aumentati da 14 a 54 miliardi. Ventiquattro emittenti obbligazionari precedentemente quotati in Lussemburgo e Dublino sono rientrati in Italia con programmi Emtn (Euro Medium Term Note, programma di emissioni obbligazionarie a medio termine) per complessivi 180 miliardi. I volumi di clearing risultano triplicati e gli asset in custodia presso l’ex Monte Titoli sono passati da 3.500 a 4.500 miliardi.
La crescita operativa ha avuto un riflesso diretto anche sul piano fiscale. Le imposte versate in Italia sono più che raddoppiate, passando da 52 milioni relativi al 2020 a 129 milioni nel 2025. Boujnah ha definito l’operazione di acquisizione una transazione “win-win” (“vincente-vincente”), cioè vantaggiosa per entrambe le parti, sottolineando la centralità crescente di Milano nel sistema Euronext e annunciando l’intenzione del supervisory board di proporre il rinnovo del mandato di Fabrizio Testa come ceo di Borsa Italiana.
Un ruolo rilevante è attribuito a Cassa Depositi e Prestiti, azionista di Euronext con l’8,08% in paritetica con la Cdc francese. Secondo quanto comunicato, il valore della quota detenuta da Cdp è cresciuto del 50% fino a circa 1 miliardo, con dividendi complessivi prossimi a 90 milioni considerando la prossima cedola. I numeri delineano una traiettoria di rafforzamento strutturale della piazza finanziaria italiana all’interno dell’architettura europea dei mercati, con effetti su occupazione qualificata, attrattività degli emittenti e contributo fiscale nazionale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









