Balneari siciliani. Ristori del ciclone Harry: si chiedono procedure più rapide per accedere agli aiuti regionali

Ristori per il ciclone Harry: i balneari chiedono alla Regione procedure più snelle, mentre IRFIS apre alla rendicontazione unica per gli interventi già conclusi

Sintesi

Dopo i gravi eventi meteorologici del 19, 20 e 21 gennaio 2026 provocati dal ciclone Harry, che hanno causato danni rilevanti agli stabilimenti balneari e alle attività economiche dei litorali siciliani, la Regione Siciliana ha avviato un piano di sostegno articolato in più fasi. Il 29 gennaio 2026 la Giunta regionale ha approvato un primo programma di aiuti e successivamente, con il D.D.G. (Decreto del Dirigente Generale) n. 235 del 3 febbraio 2026, è stato pubblicato l’avviso per i contributi straordinari destinati alla ripresa delle attività colpite. Il D.D.G. n. 311 del 10 febbraio ha modificato alcuni aspetti del bando, mentre il D.D.G. n. 365 del 12 febbraio ha ampliato la platea dei beneficiari. Parallelamente è stata prevista una seconda misura con finanziamenti fino a 400 mila euro per impresa, composti dal 40% a fondo perduto e dal 60% sotto forma di credito agevolato. Con l’avvio della stagione estiva, l’Associazione turistica balneare siciliana sollecita una semplificazione delle procedure, contestando soprattutto l’obbligo del SAL (Stato Avanzamento Lavori), i tempi delle verifiche antimafia e alcune limitazioni sulla cumulabilità degli aiuti. IRFIS FinSicilia, che gestisce la misura per conto della Regione, replica chiarendo che sono ammissibili anche le spese sostenute immediatamente dopo l’evento calamitoso e che, per gli interventi già conclusi, è possibile presentare una sola rendicontazione finale. La normativa di riferimento è contenuta nella Legge regionale n. 3 del 2026 e nelle disposizioni nazionali della Protezione Civile relative agli interventi emergenziali.

Articolo

La stagione estiva è entrata nel vivo, ma per numerosi operatori balneari siciliani colpiti dagli effetti del ciclone Harry l’accesso ai ristori pubblici continua a rappresentare un percorso complesso. Gli eventi atmosferici eccezionali che hanno investito le coste dell’Isola tra il 19 e il 21 gennaio 2026 hanno provocato danni significativi a stabilimenti e attività economiche, inducendo il Governo regionale ad avviare un articolato programma di sostegno finanziario. Il 29 gennaio 2026 la Giunta guidata dal presidente della Regione ha approvato il primo intervento di aiuto alle imprese danneggiate, anticipando una successiva fase caratterizzata da strumenti finanziari più consistenti.

Con il D.D.G. n. 235 del 3 febbraio 2026 il Dipartimento regionale delle Attività produttive ha quindi pubblicato l’avviso per la concessione di contributi straordinari destinati alle attività di gestione degli stabilimenti balneari e alle altre imprese operanti lungo i litorali che avevano subito perdite economiche o sospensioni dell’attività a causa del maltempo. Il provvedimento, adottato in applicazione dell’articolo 1, comma 4, della Legge regionale n. 3 del 2026, prevedeva contributi fino a 20 mila euro per favorire la ripartenza immediata delle aziende. Successivamente il D.D.G. n. 311 del 10 febbraio 2026 ha introdotto modifiche procedurali e chiarimenti sulla cumulabilità degli aiuti, mentre il D.D.G. n. 365 del 12 febbraio ha esteso la misura anche alle imprese operanti nel territorio di Niscemi interessato da ulteriori eventi calamitosi.

Accanto a questo primo sostegno è stata prevista una seconda linea di finanziamento più consistente, destinata agli investimenti per il ripristino delle strutture danneggiate. La misura contempla agevolazioni fino a 400 mila euro per ciascuna impresa, con una composizione pari al 40% di contributo a fondo perduto e al 60% di finanziamento agevolato a tasso zero. L’obiettivo dichiarato è consentire il recupero delle infrastrutture turistiche e salvaguardare un comparto considerato strategico per l’economia regionale.

Proprio su questo strumento si concentra però la contestazione dell’Associazione turistica balneare siciliana. I concessionari evidenziano che molte aziende hanno già anticipato con risorse proprie le spese necessarie per ricostruire e riaprire in tempo per la stagione estiva. Secondo il presidente Antonio Firullo, l’obbligo di presentare il SAL, normalmente utilizzato nei lavori edilizi, risulterebbe poco adatto alle esigenze delle strutture stagionali. Gli operatori chiedono quindi l’eliminazione di tale adempimento oppure, in alternativa, l’erogazione immediata delle somme destinate all’acquisto di attrezzature e beni mobili. Ulteriori criticità vengono individuate nei tempi richiesti per le verifiche antimafia e nella disciplina che limita il cumulo con alcuni contributi straordinari già percepiti dopo l’emergenza.

Alle osservazioni delle imprese ha risposto IRFIS FinSicilia, l’istituto finanziario regionale incaricato della gestione operativa della misura. L’ente ha precisato che risultano ammissibili tutte le spese sostenute a partire dalla data dell’evento calamitoso, anche se effettuate prima della presentazione della domanda, purché adeguatamente documentate e direttamente collegate ai danni subiti. Inoltre, qualora gli interventi siano già stati completati, è consentita la presentazione di una sola rendicontazione finale senza necessità di documentare più stati di avanzamento. Lo stesso istituto ha chiarito che i SAL possono riguardare anche arredi e attrezzature e che, nel caso in cui l’impresa disponga già di una certificazione antimafia valida, l’erogazione potrà avvenire previa produzione della relativa documentazione. Quanto ai contributi straordinari già ricevuti, fino a 20 mila euro, è stato precisato che le limitazioni derivano dalle disposizioni emanate dalla Protezione Civile nazionale, pur prevedendo specifiche eccezioni per determinate categorie di spesa.

Immagine realizzata con Ia.