Ast. L’Ars revoca il concorso per 73 autisti: procedura annullata e piano da rivedere

La Commissione Trasporti dell’Assemblea Regionale Siciliana impone la revoca del bando dell’Azienda Siciliana Trasporti. Al centro precari storici, piano di risanamento e compatibilità finanziaria. Tensioni nella Maggioranza e confronto politico aperto

Sintesi

La Commissione Trasporti dell’Assemblea Regionale Siciliana ha deliberato all’unanimità l’annullamento del concorso dell’Azienda Siciliana Trasporti per 73 autisti imponendo la ripartenza dell’intera procedura dalla revisione del piano dei fabbisogni e dalla coerenza con il piano di risanamento finanziario. La decisione segue le contestazioni dei sindacati che chiedevano tutele per i precari storici e le criticità evidenziate dall’Ufficio speciale Partecipate sulla legittimità e sostenibilità dell’iter. Tra le ragioni del blocco anche l’eccessiva discrezionalità nella valutazione dei candidati e il ricorso al noleggio a caldo che ridurrebbe il fabbisogno di nuove assunzioni. Il confronto politico attraversa la Maggioranza regionale con posizioni differenziate tra esponenti di vari partiti, mentre resta centrale la richiesta di una ricognizione del personale interinale e di una possibile stabilizzazione nel rispetto delle norme e dell’equilibrio finanziario.

Articolo

L’Assemblea Regionale Siciliana ha disposto l’arresto della procedura concorsuale avviata dall’Azienda Siciliana Trasporti per l’assunzione di 73 conducenti. La Commissione Trasporti dell’Ars ha votato all’unanimità una risoluzione che impone la revoca del bando e la riapertura dell’intero iter amministrativo, a partire dalla revisione del piano dei fabbisogni del personale e dalla verifica della sua compatibilità con il piano di risanamento economico della società partecipata.

La scelta trae origine da un documento dell’Ufficio speciale Partecipate della Regione che ha sollevato perplessità sulla coerenza tra il concorso e gli strumenti di programmazione già approvati. Secondo l’analisi tecnica, la procedura non risulterebbe espressamente contemplata nel piano di riequilibrio finanziario adottato dalla Regione per l’azienda, circostanza che renderebbe necessario un riesame complessivo prima di procedere a nuove immissioni in organico.

Sin dalla pubblicazione del bando, le organizzazioni sindacali avevano sollecitato correttivi che garantissero una riserva di posti o una premialità significativa per i lavoratori precari storici, i cosiddetti interinali. La mobilitazione si è tradotta anche in una manifestazione davanti a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. Il presidente dell’Ast, Luigi Genovese, indicato come espressione del Movimento per le Autonomie (Mpa), aveva previsto un punteggio aggiuntivo pari a 30 punti per chi avesse già maturato esperienza nel settore, evitando però una quota di riserva per timore di impugnazioni davanti al giudice amministrativo.

La risoluzione presentata da Giuseppe Lombardo di Sud chiama Nord ha evidenziato un ulteriore profilo critico, ossia l’eccessiva discrezionalità nella valutazione dei candidati, poiché il 50% del punteggio complessivo sarebbe stato rimesso alla commissione esaminatrice attraverso criteri ritenuti soggettivi e non strettamente oggettivi. Anche Tiziano Spada del Partito Democratico ha interpretato il blocco come un riconoscimento nei confronti degli interinali che rischiavano di vedere compromesso il proprio percorso lavorativo, chiedendo una ricognizione del personale precario finalizzata a valutare eventuali stabilizzazioni nel rispetto della normativa vigente. Nel dibattito è emersa inoltre la questione del cosiddetto noleggio a caldo, formula contrattuale nella quale il fornitore dei mezzi mette a disposizione non solo gli autobus ma anche gli autisti. Dopo la modifica del sistema regionale di affidamento delle tratte, questa modalità sarebbe divenuta più frequente, riducendo secondo parte dell’Opposizione la necessità di reclutare nuovi conducenti dall’esterno. Tale elemento incide sulla valutazione del fabbisogno reale di personale e rafforza la richiesta di riallineare il piano assunzionale agli obiettivi di equilibrio economico.

Sul piano politico, la decisione della Commissione Trasporti ha messo in evidenza tensioni interne alla Maggioranza. L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, esponente di Forza Italia, ha precisato di non avere espresso un parere contrario ma di essersi limitato a richiamare il contenuto del documento tecnico dell’Ufficio Partecipate. Il clima viene descritto come un ulteriore capitolo di un confronto già emerso in occasione di recenti votazioni legislative. Il deputato leghista Vincenzo Figuccia ha espresso soddisfazione per l’esito del voto, definendolo un segnale di attenzione verso i precari storici, posizione condivisa anche dal forzista Marco Intravaia che ha sostenuto la priorità da attribuire ai lavoratori interinali.

In termini procedurali, la revoca comporta l’azzeramento dell’iter e l’obbligo per l’Ast di riformulare il piano dei fabbisogni coerentemente con gli strumenti di programmazione finanziaria regionale, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Solo dopo tale verifica potrà essere valutata la pubblicazione di un nuovo bando conforme alle prescrizioni tecniche e alle indicazioni politiche emerse in Commissione.