Ars. Maggioranza divisa sulle assunzioni: centrodestra battuto e tensioni verso le Regionali 2027

Centrodestra siciliano sempre più diviso all’Assemblea Regionale Siciliana dopo l’ennesima sconfitta della Maggioranza sulle assunzioni negli Enti regionali, mentre Opposizioni e tensioni giudiziarie aggravano la crisi politica attorno al governo Schifani

Sintesi

L’ennesima sconfitta della Maggioranza all’Assemblea Regionale Siciliana accentua la crisi politica del centrodestra siciliano e mette in evidenza divisioni sempre più profonde tra Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Mpa (Movimento per l’Autonomia). La norma proposta dal Partito Democratico e firmata da Antonello Cracolici, blocca fino alla seconda metà del 2027 gran parte delle assunzioni nelle società e negli Enti regionali, congelando oltre mille posti tra Seus, Arpa, Ast, Consorzio Autostrade e consorzi di bonifica. Il presidente della Regione Renato Schifani esclude elezioni anticipate e tenta di ridimensionare lo scontro, mentre Fratelli d’Italia e Lega preparano una controffensiva parlamentare per salvare alcune selezioni considerate essenziali. Le Opposizioni parlano di utilizzo clientelare della Pubblica amministrazione e minacciano ulteriori verifiche sulle assunzioni nella sanità regionale. Sullo sfondo restano le tensioni nate dalle recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto ambienti politici e amministrativi siciliani.

Articolo

La nuova frattura politica all’interno della Maggioranza di centrodestra all’Assemblea Regionale Siciliana rappresenta uno dei passaggi più delicati della legislatura guidata dal presidente Renato Schifani. Il voto con cui è stata approvata la norma proposta dal deputato del Partito Democratico Antonello Cracolici ha infatti evidenziato il crescente indebolimento della coalizione di Governo e la difficoltà del centrodestra nel mantenere compattezza parlamentare a meno di 2 anni dalle elezioni regionali previste per l’autunno 2027.

La norma approvata blocca fino alla conclusione della campagna elettorale per le Regionali 2027 gran parte delle assunzioni nelle società partecipate e negli enti regionali siciliani. Restano così congelati circa 240 inserimenti alla Seus (società che gestisce il servizio di emergenza sanitaria 118), prevalentemente autisti soccorritori. Si fermano inoltre il rinnovo di 95 contratti a termine all’Arpa Sicilia, il concorso da 80 posti previsto all’Azienda Siciliana Trasporti, nuove assunzioni al Consorzio per le Autostrade Siciliane e centinaia di contratti nei consorzi di bonifica. Secondo le stime circolate all’Ars il totale delle procedure bloccate supera il migliaio di posti.

Il provvedimento è stato approvato grazie al sostegno trasversale del Mpa (Movimento per l’Autonomia), alla compattezza delle Opposizioni e soprattutto alle numerose assenze registrate tra i deputati della Maggioranza. Nei resoconti parlamentari analizzati nelle ore successive al voto è emerso che la Lega era presente nei momenti decisivi con appena 2 deputati mentre Forza Italia contava solo 5 presenti su 14 parlamentari. I deputati dell’Mpa risultavano in larga parte assenti o favorevoli alla norma. La votazione ha così ribaltato i rapporti numerici all’interno dell’Aula, con il centrosinistra compatto sui propri 21 deputati e il centrodestra fortemente ridimensionato rispetto ai 44 parlamentari teoricamente appartenenti alla coalizione.

La norma salva soltanto alcune categorie considerate essenziali o già disciplinate da precedenti disposizioni. Restano consentiti i concorsi direttamente banditi dalla Regione Siciliana, le assunzioni nelle Asp (Aziende Sanitarie Provinciali) e negli ospedali, i reclutamenti dei forestali stagionali e i contratti del settore teatrale e lirico. Un emendamento presentato dalla deputata Marianna Caronia (iscritta di diritto al gruppo Misto poiché il gruppo parlamentare “Noi moderati” al quale ha aderito non è costituito presso l’Assemblea regionale siciliana) consente inoltre la trasformazione dei contratti part time in full time per categorie come Pip ed ex Keller. Vengono invece bloccati anche apprendistati e contratti flessibili.

Fratelli d’Italia considera però il risultato parlamentare una grave sconfitta politica e sta preparando una contro-norma da riportare all’Ars nel mese di giugno, alla ripresa dei lavori dopo le elezioni amministrative. L’assessore regionale al Territorio Giusi Savarino (FdI) ha confermato l’intenzione di tentare il salvataggio di alcune procedure considerate prioritarie, soprattutto alla Seus e all’Arpa. Anche la Lega si starebbe muovendo nella stessa direzione sostenendo che alcune precedenti disposizioni normative consentirebbero comunque alla Seus di effettuare almeno 104 assunzioni.

Lo scontro resta però soprattutto politico. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza ha parlato apertamente di Opposizione ormai capace di “detta l’agenda” parlamentare mentre il commissario regionale del partito Luca Sbardella ha annunciato che dopo le Amministrative verrà aperta una verifica sulla lealtà degli alleati. All’interno dei meloniani cresce infatti il sospetto che parte della Maggioranza non abbia contrastato il voto perché interessata a indebolire Enti regionali vicini all’Mpa e alla Lega, come Ast e consorzi di bonifica.

Le Opposizioni rivendicano invece la scelta come necessaria per fermare pratiche considerate clientelari. La norma di Cracolici nasce infatti dopo le polemiche sulle recenti assunzioni alla Sas (Servizi Ausiliari Sicilia), al Cefpas (Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario) e sul contestato concorso Ast successivamente ritirato. Il deputato democratico Nello Dipasquale ha rilanciato l’accusa sostenendo che nella sanità pubblica siciliana esisterebbero casi di parenti di amministratori locali assunti nelle Asp regionali. Secondo Dipasquale la pubblica amministrazione verrebbe utilizzata “per costruire consenso e vincere le elezioni”. Sulla stessa linea il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca che ha chiesto maggiore trasparenza nei concorsi pubblici e controlli preventivi sui trasferimenti e sulle procedure selettive.

I sindacati contestano però il blocco delle assunzioni. Giuseppe Badagliacca del  Fiadel – CSA Regioni Autonomie Locali CISAL, ha definito la decisione “irresponsabile”, sostenendo che il congelamento dei contratti rischia di compromettere servizi essenziali come il soccorso sanitario, il controllo ambientale e il trasporto pubblico regionale.

Nel frattempo la giunta Schifani ha riacceso ulteriori polemiche revocando la sospensione di Letizia Di Liberti e reintegrandola alla guida del dipartimento Famiglia. La sospensione era stata disposta circa 6 mesi fa dopo l’inchiesta che aveva coinvolto Totò Cuffaro e che riguardava presunte anticipazioni di bandi regionali ad associazioni considerate vicine all’ex presidente di regione. La vicenda giudiziaria aveva portato Cuffaro agli arresti domiciliari e alla successiva richiesta di patteggiamento a 3 anni.

La decisione della Giunta è stata duramente criticata dal Partito Democratico. Il deputato Dario Safina ha accusato il Governo regionale di “ripristinare il vecchio sistema” mentre all’Ars si certificava l’inesistenza di una vera Maggioranza politica. Contestualmente la Giunta regionale ha prorogato per altri 6 mesi l’incarico di commissario dell’Aran Sicilia affidato all’avvocato Accursio Gallo.

Il presidente Renato Schifani continua comunque a escludere elezioni anticipate e tenta di contenere le tensioni interne. Secondo Schifani quanto accaduto sarebbe legato soprattutto al clima pre-elettorale delle Amministrative e alle divisioni territoriali nella coalizione. Schifani ha ribadito che il voto regionale si terrà “a scadenza naturale” nell’autunno 2027 e che non vi sarà alcun cambio immediato nella composizione della giunta.

La crisi politica dell’Ars si inserisce di tutta evidenza in un contesto già segnato da precedenti forti contrasti interni al centrodestra siciliano e da crescenti tensioni sui temi delle nomine, delle assunzioni e della gestione degli Enti pubblici regionali. La sensazione diffusa negli ambienti parlamentari è che la vera resa dei conti sia soltanto rinviata e che il confronto sulla ricandidatura di Schifani e sugli equilibri interni alla coalizione possa diventare ancora più duro nei prossimi mesi.