Sintesi
Dopo il primo turno delle elezioni amministrative della primavera 2026, il centrodestra e il centrosinistra si preparano ai ballottaggi del 7 e 8 giugno nei principali capoluoghi italiani chiamati nuovamente alle urne. La tornata elettorale ha già consegnato alcuni risultati significativi con la conferma del centrodestra a Venezia e la conquista di Reggio Calabria, mentre il centrosinistra ha ottenuto successi ad Avellino e ha riconquistato Pistoia dopo 9 anni. Nei 6 capoluoghi ancora in bilico, Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, gli apparentamenti ufficiali risultano limitati e prevalgono indicazioni politiche informali o libertà di voto. Ad Agrigento il campo progressista parte in vantaggio con Michele Sodano, ma il centrodestra tenta di ricompattarsi attorno a Dino Alonge. A Chieti si è formalizzata la riunificazione delle forze di centrodestra per contrastare Giovanni Legnini. Ad Arezzo, Lecco e Trani saranno decisivi i voti civici e moderati, mentre a Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli ha mancato l’elezione al primo turno per soli 10 voti e il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) ha respinto il ricorso per il riconteggio delle schede nulle. I risultati dei ballottaggi contribuiranno a definire il bilancio politico nazionale delle amministrative, in un contesto in cui il centrosinistra ha conquistato finora più comuni capoluogo rispetto al centrodestra, ma quest’ultimo mantiene una forte competitività nei territori tradizionalmente favorevoli. Sul piano normativo, le consultazioni si svolgono secondo le regole previste dal Testo Unico degli Enti Locali e dalla disciplina elettorale per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

Articolo
La fase decisiva delle elezioni amministrative 2026 si concentra sui ballottaggi del 7 e 8 giugno, chiamati a delineare il quadro politico definitivo nei principali comuni italiani ancora senza un vincitore. Dopo il primo turno, l’attenzione si sposta soprattutto sui 6 capoluoghi di provincia nei quali nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani.

Il primo verdetto della tornata amministrativa ha già prodotto risultati di rilievo nazionale. Il centrodestra ha mantenuto il controllo di Venezia, risultato considerato da molti osservatori più incerto alla vigilia, e ha conquistato un capoluogo strategico come Reggio Calabria. Il centrosinistra ha invece consolidato la propria presenza ad Avellino e ha riconquistato Pistoia, città che non amministrava da 9 anni. Entrambi gli schieramenti guardano quindi al secondo turno come all’appuntamento decisivo per definire il bilancio complessivo della consultazione.

Particolarmente significativa appare la situazione di Agrigento, dove il centrodestra si era presentato diviso al primo turno. In testa si è collocato Michele Sodano, candidato del campo progressista, con il 39,1% dei consensi. Alle sue spalle Dino Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc (Unione di Centro) e autonomisti, che ha raccolto il 34,8%. Decisivo potrebbe rivelarsi il risultato ottenuto da Luigi Gentile, esponente della Lega sostenuto anche da Dc (Democrazia Cristiana) e Noi Moderati, fermatosi al 14,1%. Gentile ha escluso apparentamenti e accordi formali, ma il commissario regionale della Lega e senatore Nino Germanà ha invitato gli elettori a non sostenere il centrosinistra. Noi Moderati ha invece annunciato apertamente il proprio sostegno ad Alonge. Il ballottaggio agrigentino assume così un valore che va oltre i confini cittadini, rappresentando un test per la capacità del centrodestra siciliano di superare le divisioni emerse nella fase iniziale della competizione.
L’unico apparentamento politico di rilievo tra quelli formalizzati prima della scadenza dei termini riguarda invece Chieti. Qui il centrodestra ha deciso di ricompattarsi attorno a Cristiano Sicari, sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, che al primo turno ha ottenuto il 27,5%. Sicari potrà contare sul sostegno di Mario Colantonio, candidato di Lega e Udc che aveva raccolto il 16,7%, oltre all’appoggio della lista civica guidata da Alessandro Carbone. Obiettivo dell’alleanza è ridurre il vantaggio accumulato da Giovanni Legnini, candidato del campo largo progressista, arrivato al 47,2%.
Ad Arezzo il centrodestra parte favorito grazie al 43,8% ottenuto da Marcello Comanducci, mentre Vincenzo Ceccarelli, esponente del centrosinistra, si è fermato al 32,4%. Determinante potrebbe risultare il comportamento dell’elettorato che ha sostenuto Marco Donati, candidato appoggiato da Azione e da liste civiche, che con il 20,5% ha scelto di non fornire indicazioni di voto.
Anche a Lecco il centrodestra arriva al ballottaggio in posizione di vantaggio. Filippo Boscagli ha ottenuto il 48,6% contro il 42,5% del sindaco uscente Mauro Gattinoni, espressione del centrosinistra. La differenza ridotta tra i due contendenti lascia comunque aperto ogni scenario.
Situazione simile a Trani, dove Marco Galiano, sostenuto dal Partito Democratico ma non dal Movimento 5 Stelle, guida con il 40,7% dei voti. Angelo Guarriello, candidato del centrodestra, si è fermato al 30,3%. Al centro della competizione rimane il 21,5% raccolto dal candidato civico Giacomo Marinaro, che ha lasciato piena libertà di scelta ai propri sostenitori.
Tra i casi più particolari emerge quello di Macerata. Il sindaco uscente Sandro Parcaroli, esponente del centrodestra, ha mancato la riconferma immediata per appena 10 voti, fermandosi al 49,96%. Lo sfidante Gianluca Tittarelli, sostenuto dal campo largo progressista e da una lista civica, ha ottenuto il 41,9%. Nei giorni successivi al voto il Tar delle Marche ha respinto il ricorso presentato da Parcaroli per ottenere il riconteggio delle circa 350 schede dichiarate nulle prima dello svolgimento del ballottaggio.
Attenzione anche a Vigevano, dove Rossella Buratti, candidata del centrosinistra, ha chiuso il primo turno con il 34,3%, precedendo Paolo Previde Massara, candidato civico sostenuto da Forza Italia, fermo al 24,4%. In questo caso potrebbero risultare decisivi sia i voti della Lega, il cui candidato Riccardo Ghia ha ottenuto il 21,4%, sia quelli raccolti da Furio Suvilla, sostenuto dall’europarlamentare Roberto Vannacci, che ha raggiunto il 14,2%. Nessuna indicazione ufficiale è stata finora fornita, mentre il dibattito locale continua a concentrarsi sui temi della sicurezza urbana e della gestione dei luoghi di culto.
Il quadro generale delle amministrative mostra una competizione ancora aperta. Nei 118 comuni superiori a 15.000 abitanti chiamati al voto, i dati elaborati da YouTrend indicano che il centrosinistra ha conquistato al primo turno 37 amministrazioni comunali rispetto ai 59 sindaci uscenti. Il centrodestra ne ha ottenute 25 su 42 amministrazioni guidate in precedenza. Nei 18 capoluoghi coinvolti nella tornata elettorale, il centrosinistra risulta attualmente in vantaggio con 7 sindaci eletti, mentre il centrodestra ne conta 3. In altri 2 comuni capoluogo si sono imposti candidati civici o appartenenti a formazioni differenti dai due principali schieramenti.
Dal punto di vista normativo, i ballottaggi si svolgono secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 267/2000, il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), che disciplina l’elezione diretta dei sindaci nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. La normativa prevede che, qualora nessun candidato superi il 50% dei voti validi al primo turno, si proceda a una seconda votazione tra i due più votati. Gli apparentamenti ufficiali tra liste e candidati devono essere depositati entro termini prestabiliti, ormai scaduti, motivo per cui nella maggior parte dei comuni la partita politica si gioca oggi soprattutto sul trasferimento spontaneo dei consensi e sulle indicazioni provenienti dai partiti esclusi dal ballottaggio.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









