Sintesi
L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur (Mercado Común del Sur, un’organizzazione economica e politica sudamericana, la sesta economia mondiale) entra in vigore in forma provvisoria il 1° maggio dopo una lunga negoziazione e prevede una significativa riduzione dei dazi e un incremento degli scambi economici. Le stime indicano una crescita del Pil europeo e un aumento delle esportazioni accompagnato da nuovi posti di lavoro. L’intesa introduce meccanismi di tutela per i consumatori e per il settore agricolo e rafforza la protezione delle indicazioni geografiche. Sono previsti vantaggi per industria e agroalimentare ma restano criticità legate agli equilibri interni dei due blocchi. Il dibattito politico evidenzia entusiasmo in Sud America e maggiore prudenza in Europa.

Articolo
A partire dal 1° maggio trova applicazione in via temporanea l’“Accordo interinale sugli scambi commerciali” tra la Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur (Mercado Común del Sur, un’organizzazione economica e politica sudamericana nata nel 1991 con il Trattato di Asunción, che mira alla libera circolazione di merci, servizi e fattori produttivi tra i paesi membri: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, rappresentando la sesta economia mondiale e facilita il commercio tramite una tariffa esterna comune , cioè Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay).

L’intesa rappresenta l’esito di un negoziato durato circa 25 anni e costituisce un passaggio determinante nella ridefinizione delle relazioni economiche tra due grandi aree che complessivamente coinvolgono circa 720 milioni di persone e incidono per circa il 20% del prodotto interno lordo globale (Pil, prodotto interno lordo). Secondo le previsioni aggiornate, entro il 2040 l’accordo potrà determinare un incremento del Pil europeo superiore a 77,6 miliardi di euro, con esportazioni annuali in aumento fino a 50 miliardi e un rafforzamento occupazionale stimato in circa 600000 posti di lavoro.

Il meccanismo centrale dell’intesa è rappresentato dalla progressiva eliminazione delle barriere tariffarie, con la liberalizzazione del 91% delle linee tariffarie per le esportazioni europee e del 95% per quelle sudamericane. Ciò comporterà un risparmio per le imprese europee stimato in circa 4 miliardi di euro annui in dazi doganali. Attualmente le tariffe risultano sbilanciate, con livelli più elevati applicati dal Mercosur rispetto a quelli europei, in particolare nei settori tessile, calzaturiero e automotive. L’accordo mira quindi a riequilibrare queste differenze favorendo una maggiore competitività delle imprese europee nei mercati sudamericani.
Dal punto di vista settoriale, i benefici si estendono a numerosi comparti produttivi. La meccanica strumentale vedrà l’eliminazione di dazi compresi tra 14% e 20%, mentre il settore automobilistico e della componentistica beneficerà della rimozione di tariffe fino al 35%. Anche i comparti chimico e farmaceutico registreranno una progressiva riduzione dei dazi, rispettivamente fino al 18% e al 14%. Nel settore agroalimentare, particolarmente sensibile nelle trattative, è prevista la liberalizzazione del 93% dei prodotti con l’eliminazione delle tariffe su beni di eccellenza come vino, alcolici e prodotti dolciari. Contestualmente, l’accordo garantisce la tutela di circa 350 indicazioni geografiche europee, di cui 57 italiane, proteggendole da imitazioni e contraffazioni.
L’intesa introduce inoltre un’apertura significativa nel mercato degli appalti pubblici, consentendo alle imprese europee di partecipare alle gare dei Paesi Mercosur alle stesse condizioni degli operatori locali, in un contesto caratterizzato da maggiore trasparenza e imparzialità. Questo elemento assume particolare rilievo poiché tali Paesi non aderiscono all’accordo sugli appalti pubblici dell’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization, organizzazione mondiale del commercio). Parallelamente, l’accordo rafforza l’accesso alle materie prime strategiche necessarie per le transizioni ambientale e digitale, garantendo maggiore stabilità nelle catene di approvvigionamento.
Non mancano tuttavia elementi di criticità. In Europa persistono perplessità legate alla tutela del settore agricolo e agli standard ambientali, mentre in Sud America emergono tensioni interne al blocco. In particolare, l’accordo bilaterale tra Argentina e Stati Uniti firmato il 5 febbraio 2026, denominato “Accordo sul commercio e gli investimenti reciproci” (Arti, accordo su commercio e investimenti reciproci), potrebbe mettere in discussione la coesione del Mercosur, poiché le sue regole prevedono che gli accordi commerciali vengano negoziati congiuntamente e non singolarmente dai membri.
Il dibattito è animato anche da posizioni divergenti tra esperti e rappresentanti istituzionali. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato la portata strategica dell’intesa partecipando a una videoconferenza con i leader sudamericani insieme al presidente del Consiglio europeo António Costa. L’economista Antonella Mori evidenzia i rischi di frammentazione del Mercosur, mentre Graziano Messana, presidente della Camera di commercio italiana a San Paolo, definisce l’accordo come uno strumento capace di garantire prevedibilità in un contesto globale instabile, favorendo investimenti e crescita.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









