Il vasto incendio è stato riportato sotto controllo. Gravemente danneggiato il serbatoio dell’acquedotto di contrada Tirone. Evacuate abitazioni, viabilità compromessa e accertamenti sulle cause. De Luca: “Se fosse confermata la natura dolosa, sarebbe un atto criminale gravissimo”

Quando il fronte delle fiamme si ritira, comincia un’altra fase dell’emergenza: quella dei danni, delle verifiche e delle domande a cui bisognerà dare una risposta.

Il vasto incendio che ieri ha interessato diverse zone di Taormina, da Sant’Antonio a Zappulla, Tirone e Ziretto, spingendosi verso il territorio di Castelmola, è stato riportato sotto controllo dopo ore particolarmente difficili. Le fiamme hanno minacciato abitazioni e strutture, imposto evacuazioni e provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità.

Ma il primo bilancio non riguarda soltanto la vegetazione bruciata.
Tra i danni già accertati c’è quello, particolarmente delicato, al serbatoio dell’acquedotto comunale di contrada Tirone. Secondo quanto comunicato dal sindaco Cateno De Luca, la struttura ha riportato “gravissimi danni” e gli operatori di ASM sono intervenuti per gli interventi necessari a ripristinarne la funzionalità.
È un elemento che dà la misura di quanto il rogo sia arrivato vicino alle infrastrutture essenziali della città.
Abitazioni minacciate e persone evacuate
La giornata più difficile è stata segnata soprattutto dalla vicinanza del fuoco alle case.
In contrada Tirone-Ziretto una villa è stata circondata dalle fiamme e una donna è stata accompagnata in salvo dalla Polizia municipale insieme ai suoi cani. Le operazioni di evacuazione hanno interessato le abitazioni maggiormente esposte.
Il fronte aveva inoltre raggiunto la prima galleria paramassi di via Garipoli, una delle principali vie di accesso a Taormina, determinando la chiusura di alcune strade e pesanti conseguenze sulla mobilità.
A rendere ancora più complesso lo scenario è stato l’allargamento del fronte verso le aree boschive al confine con Castelmola.
Durante l’emergenza il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, ha disposto l’impiego dell’autobotte comunale in contrada Tirone.
Una macchina dei soccorsi messa alla prova
Sul terreno hanno operato vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia municipale, Corpo forestale, Protezione civile, Marina militare e operatori ASM. Per il contrasto aereo sono entrati in campo due Canadair e un elicottero Erickson S64, mentre sono arrivati rinforzi anche dai comandi dei vigili del fuoco di Catania ed Enna.
A emergenza rientrata, De Luca ha definito la macchina dei soccorsi tempestiva ed efficace, sottolineando il lavoro coordinato delle diverse forze intervenute. Il sindaco ha anche riferito dei contatti con il presidente della Regione Renato Schifani, con l’assessora regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino e con il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
Ora la domanda più importante: come è iniziato il rogo?
È il punto sul quale occorrerà mantenere la massima cautela.
Nelle prime ore dell’emergenza De Luca ha espresso il sospetto che l’incendio potesse essere di origine dolosa. Nella nota successiva, però, il sindaco ha precisato che, qualora la natura dolosa venisse accertata, si tratterebbe di un atto criminale di particolare gravità e ha chiesto che vengano individuate eventuali responsabilità.
La differenza non è soltanto formale: oggi non è ancora il momento di trasformare un’ipotesi in una certezza.
Saranno gli accertamenti delle autorità a stabilire dove e come siano partite le fiamme e se dietro il rogo vi sia effettivamente una condotta intenzionale.
Quello che invece è già evidente è il danno prodotto.
Dopo la paura, la conta
Taormina ora dovrà fare i conti con le aree di vegetazione devastate, le abitazioni lambite dal fuoco, le infrastrutture danneggiate e le conseguenze sulla rete dei servizi.
E soprattutto con la necessità di capire quanto territorio sia stato effettivamente compromesso e quali interventi saranno necessari per riportare le zone colpite a condizioni di sicurezza.
La città ha superato una giornata ad altissimo rischio senza che il bilancio, allo stato delle informazioni disponibili, si trasformasse in una tragedia per le persone.
È questo il dato più importante.
Ma l’emergenza non finisce quando non si vedono più le fiamme.
Comincia adesso il tempo delle verifiche: sui danni, sulle responsabilità, sulla prevenzione e sulla sicurezza di un territorio nel quale abitazioni, infrastrutture, boschi e grandi flussi turistici convivono a pochi metri gli uni dagli altri.
E sarà proprio da queste verifiche che si potrà capire se quello di ieri resterà soltanto un drammatico episodio estivo o se dovrà diventare, per Taormina, un nuovo punto di partenza sul fronte della prevenzione degli incendi.
Mariella Musso©Tutti i diritti riservati
Vice direttrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista. Docente di Musica e di Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo per la formazione degli insegnanti specializzandi sul sostegno. Laureata in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata, con una solida formazione accademica in ambito musicale e tecnologico. Coreografa e professionista della danza, ha maturato una lunga esperienza nella didattica artistica e coreutica. Ha lavorato come corrispondente e giornalista televisiva per la TV regionale, curando servizi e approfondimenti per Futura Production su Messina e la Costa Ionica. Scrittrice, è autrice del romanzo contemporaneo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Si occupa di cultura, educazione, inclusione e territorio.









