Sintesi
Gli investimenti esteri in Italia raggiungono 63,5 miliardi con una forte concentrazione nei settori energia, tecnologia e life science e una quota rilevante destinata al Mezzogiorno. Il Governo accelera le autorizzazioni tramite strumenti normativi e strutture dedicate migliorando tempi e tasso di successo. Alcuni progetti risultano sospesi ma il quadro generale evidenzia crescita e attrattività del Paese. Il supporto pubblico tramite SACE e SIMEST rafforza export, occupazione e competitività. Il contesto internazionale resta complesso ma le imprese italiane dimostrano resilienza e capacità di adattamento.

Articolo
L’Italia consolida il proprio posizionamento come destinazione attrattiva per i capitali internazionali, con un portafoglio complessivo di investimenti esteri pari a 63,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 8 miliardi di operazioni nazionali accompagnate da strumenti di tutoraggio pubblico. Il quadro emerge dall’attività coordinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il Comitato per l’attrazione degli investimenti esteri, attivo anche in base all’articolo 13 del Decreto Legge Asset 2023, norma che introduce una procedura accelerata per investimenti superiori a 1 miliardo di euro.

L’analisi dei flussi evidenzia una prevalenza di capitali provenienti dagli Stati Uniti, con 14 progetti attivi, seguiti da Giappone e Regno Unito con 5 iniziative ciascuno, oltre a contributi di Danimarca e Germania. I settori maggiormente coinvolti comprendono energia, tecnologie avanzate e scienze della vita, con una crescente incidenza delle infrastrutture digitali come i centri dati. Il Mezzogiorno intercetta circa il 31% delle operazioni, pari a 22 miliardi, anche se una quota significativa, circa 14 miliardi, è riconducibile a un singolo progetto energetico localizzato in Puglia.

Il dettaglio territoriale mostra una distribuzione articolata degli interventi: la Puglia si distingue per iniziative nell’eolico e nell’ingegneria energetica, la Calabria per progetti nel comparto energetico, la Campania per investimenti in ambito biotecnologico e agricolo avanzato, mentre la Sicilia attrae capitali nel settore energetico con operatori internazionali. Tuttavia, l’esperienza recente impone prudenza, poiché alcune iniziative formalmente avviate hanno registrato interruzioni o ritiri, tra cui progetti di gruppi industriali asiatici, europei e statunitensi.
Nonostante tali criticità, il sistema di accompagnamento pubblico mostra indicatori di efficacia in miglioramento, con un tasso di successo stimato all’87% e una riduzione dei tempi autorizzativi del 50% rispetto a 4 anni fa. Il processo si articola in fasi strutturate che comprendono analisi preliminare, valutazione territoriale, accelerazione amministrativa, coordinamento con enti come Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo), CDP (Cassa Depositi e Prestiti), ICE (Istituto per il Commercio Estero) e monitoraggio continuo delle criticità.
Parallelamente, il sostegno all’internazionalizzazione e all’export si rafforza attraverso l’azione di SACE (Sezione speciale per l’Assicurazione del Credito all’Esportazione, società del gruppo CDP), che nel 2025 ha mobilitato oltre 66 miliardi di euro, con un incremento del 14,3% rispetto all’anno precedente, generando un impatto economico stimato in 54 miliardi e sostenendo circa 700.000 posti di lavoro. L’export italiano cresce del 3,3% raggiungendo 643 miliardi di euro, confermando una resilienza significativa in un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e frammentazione dei mercati.
La strategia operativa si sviluppa attraverso strumenti come il credito fornitore e il credito acquirente, oltre a garanzie finanziarie e programmi di inserimento nei mercati internazionali. Tra questi, la garanzia Archimede, introdotta con la legge di Bilancio 2024, sostiene investimenti in innovazione, infrastrutture e transizione sostenibile, contribuendo al rafforzamento del sistema produttivo nazionale.
Anche SIMEST (Società Italiana per le Imprese all’Estero, controllata da CDP) svolge un ruolo centrale, con oltre 10 miliardi di euro di investimenti sostenuti a favore di circa 2.300 imprese e un impatto sul PIL pari allo 0,5%, accompagnato da circa 140.000 posti di lavoro creati o mantenuti. Nel 2025 le risorse impegnate raggiungono 8,7 miliardi di euro, in crescita del 9%, con un focus sulle PMI (Piccole e Medie Imprese) e sulla transizione digitale ed ecologica.
L’azione si articola attraverso strumenti di finanza agevolata, fondi pubblici e partecipazioni dirette, oltre a iniziative di formazione e sviluppo delle competenze, come il programma ConSimest [un hub formativo itinerante e gratuito lanciato da SIMEST nell’ottobre 2025 per sostenere l’internazionalizzazione e la competitività delle PMI italiane, offrendo workshop (seminari), laboratori e formazione su transizione ESG (Environmental, Social, and Governance, un ambientale, sociale e di governance, che definisce i tre criteri fondamentali per valutare la sostenibilità e l’impatto etico di un’azienda o di un investimento supera le metriche finanziarie tradizionali per misurare la responsabilità d’impresa), digitalizzazione e innovazione, con un focus speciale sul Mezzogiorno e partner specializzati). L’espansione internazionale è supportata anche dall’apertura di nuovi presidi in mercati strategici e da accordi con grandi gruppi industriali italiani, nell’ambito di una strategia coordinata con il Ministero degli Affari Esteri.
Sul piano finanziario, i risultati confermano la solidità del sistema: SACE registra un utile lordo sostenuto da premi assicurativi e rendimenti degli investimenti, mentre SIMEST evidenzia una crescita degli utili e delle operazioni, con un incremento significativo delle attività di supporto all’export e alle filiere produttive. Nel complesso, il quadro delineato mostra un sistema Paese in evoluzione, capace di attrarre capitali, sostenere le imprese e adattarsi a uno scenario internazionale complesso, dove la competizione economica si intreccia sempre più con fattori geopolitici e strategie industriali di lungo periodo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









